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sabato 27 agosto 2011

...e la ripresa del lavoro

Non avevo ancora smontato la tenda che già il mio Grande Capo mi mandava sms per sapere quando sarei rientrata in ufficio. Ma come? Non era quella che quest'anno per smaltire più ferie possibili (in vista di un'altra cassa integrazione a settembre) poteva permettersi di prendere quasi un mese di ferie? Mistero!!!

Insomma, il 23 agosto sono in ufficio, parlo da sola con le scrivanie e cerco di capire di che morte lavorativa devo morire: 94 mail da smaltire (o almeno buttarci un occhio), raccomandata da ritirare in posta, comprare da mangiare e bere per i quattro componenti di una riunione (nei dintorni dell'ufficio esiste solo un panettiere aperto), rispondere al telefono a persone pronte a riversarti addosso i loro problemi di lavoro e rimandare il più possibile l'inizio del TUO lavoro (urgentissimo anche quello, manco a dirlo!).
Intanto a casa il papi e Luca si fanno compagnia, tra un colloquio di lavoro e forse anche qualche settimana di prova di lavoro (le agenzie interinali non hanno chiamato il papi per un anno intero, per poi telefonargli mentre eravamo in spiaggia, vai a capirli). Per quanto riguarda i nonni, in questo periodo risultano 'non pervenuti', quindi dovremo farci venire una brillante idea per la gestione di Luca per le prossime settimane, prima dell'inserimento alla scuola materna, prevista per il 13 settembre.




Il rientro

Rientrati alla base da qualche giorno, giusto per lavare tutto quello che ci siamo portati via (la casa praticamente) e prepararsi mentalmente al rientro alla solita vita, ai soliti pensieri.
La vacanza in campeggio è stata bella ma davvero stancante. Con Luca quest'anno siamo riusciti a organizzarci diversamente rispetto all'anno scorso, nel senso che si riusciva a restare in spiaggia tutto il giorno senza fare rientri in tenda nelle ore più calde, quindi tanto sole, tanti bagni e nuove esperienze (giro in canoa, usare la maschera, incontri ravvicinati con le meduse).
Stancante però perché per accedere a una splendida caletta bisognava scendere ben 110 gradini che, a fine giornata, diventavano un'affannosa salita, da aggiungere ad altre salite per qualsiasi direzione si voleva prendere.
Sono state comunque giornate diverse, lontano dai ritmi di sempre, dalle corse, dai pensieri negativi, giornate spesso e volentieri piene di attenzioni per il nostro bimbo con poco tempo, invece e purtroppo, dedicato a noi due come coppia.
Credo proprio che passerà un po' di tempo prima di decidere ancora per una vacanza in campeggio, soprattutto perché la nostra macchina non riesce proprio a contenere il 'mondo' che ci portiamo dietro ogni volta, o forse è solo la voglia di fare delle vacanze diverse dal solito. Dimenticavo: quest'anno siamo stati qui.