fioriture
martedì 29 marzo 2011
lunedì 21 marzo 2011
Passeggiando in bicicletta
Che bello andare a prendere Luca all'asilo in bicicletta, apprezzare gli ultimi momenti di sole della giornata e i paesaggi intorno a casa nostra. Sono proprio queste le cose che mi ridanno la carica e mi fanno pensare che la nostra decisione di allontanarci dalla città è stata proprio una buona scelta.
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Casa dolce casa
sabato 12 marzo 2011
La mia peggior nemica....la caldaia
Finalmente sono sola in casa, penso di avere almeno un'oretta e mezza da dedicare a me stessa, visto che il papi ha portato il pupo a fare un giro in bicicletta. Potrò godermi dieci minuti sotto la doccia senza sentire in sottofondo una vocina che urla perennemente "Mammaaaaaa". Apro l'acqua calda e comincio a mettermi lo shampoo...neanche il tempo di dire "Ah questa si che è vita" e mi ritrovo a scansare in ogni modo un'acqua che nel frattempo è diventata gelida. Guarda caso proprio nel momento in cui non c'è nessuno in casa che possa darmi una mano. Che fare? Esco dalla doccia, maledicendo quella s.....a della caldaia che mi abbandona sempre nei momenti migliori, con lo shampoo che mi cola da ogni parte e mi brucia gli occhi, decido di mettermi l'accappatoio per arginare i fiumi di schiuma che scendono. Mi metto davanti alla "traditrice" per cercare di capire cosa posso fare: mi ritrovo davanti 4 valvole e io invece proprio non mi ricordo quale di queste devo toccare per sistemare la pressione dell'acqua. Spengo e riaccendo la caldaia per ben tre volte ma non succede niente, alla fine giro una valvola a caso sperando di non ritrovarmi con la casa allagata, ma non dà segni di vita. Alla fine incazzatissima riapro nuovamente l'acqua calda e, anche se so che non dovrei, tiro un mega pugno alla caldaia e infatti succede il miracolo, si accende la spia dell'acqua calda. A mali estremi....
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Vita quotidiana
lunedì 7 marzo 2011
Una settimana diversa
Settimana diversa appunto...sicuramente rispetto al solito tran-tran. Dal 24 di febbraio sono ufficialmente in cassa integrazione e quindi dopo poco più di una settimana questi sono i miei pensieri.
Non è stato facile l'ultimo giorno di lavoro: passare le consegne ai miei colleghi cercando di non dimenticare niente di importante, capire che una parte del mio lavoro sarà anche gestito da una signora di 74 anni che, invece di godersi la sua pensione e i suoi nipoti, seguirà in parte quello che dovrei fare io (ma a gratis), salutare i miei colleghi e pensare che per circa tre mesi non ci vedremo più tutti i giorni, lasciare sulla mia bacheca le foto di mio figlio augurandomi di riprendere presto il mio posto (la mia collega mi ha proibito di toglierle e soprattutto di restituire le chiavi dell'ufficio), uscire dall'ufficio accompagnata alla porta dal mio capo.
E poi il primo giorno a casa, completamente sfasata e silenziosa, con il papi che pazientemente mi ripeteva tre volte le cose capendo che ero in un mondo tutto mio; la festa di compleanno del mio bimbo da organizzare (con il morale sotto le scarpe e voglia zero). E poi ancora, aggirarmi in un centro commerciale in orari assurdi, cercando di non pensare solo al lavoro, sentendomi comunque fuori posto, dal momento che abitualmente, quando lavoro, non riesco neanche a comprarmi un reggiseno scontato al volo. Accompagnare Luca all'asilo dicendogli che mamma e papà vanno al lavoro e chiedersi se sarà giusto raccontargli queste storie. Ma anche aggiornare il mio curriculum, fare i turni con il marito per utilizzare il computer, pranzare insieme, fare progetti per le prossime gite con il nostro bimbo.
Nella foto Luca al Museo della Scienza e della Tecnica, mentre cerca di capire come si guida un elicottero.
Non è stato facile l'ultimo giorno di lavoro: passare le consegne ai miei colleghi cercando di non dimenticare niente di importante, capire che una parte del mio lavoro sarà anche gestito da una signora di 74 anni che, invece di godersi la sua pensione e i suoi nipoti, seguirà in parte quello che dovrei fare io (ma a gratis), salutare i miei colleghi e pensare che per circa tre mesi non ci vedremo più tutti i giorni, lasciare sulla mia bacheca le foto di mio figlio augurandomi di riprendere presto il mio posto (la mia collega mi ha proibito di toglierle e soprattutto di restituire le chiavi dell'ufficio), uscire dall'ufficio accompagnata alla porta dal mio capo.
E poi il primo giorno a casa, completamente sfasata e silenziosa, con il papi che pazientemente mi ripeteva tre volte le cose capendo che ero in un mondo tutto mio; la festa di compleanno del mio bimbo da organizzare (con il morale sotto le scarpe e voglia zero). E poi ancora, aggirarmi in un centro commerciale in orari assurdi, cercando di non pensare solo al lavoro, sentendomi comunque fuori posto, dal momento che abitualmente, quando lavoro, non riesco neanche a comprarmi un reggiseno scontato al volo. Accompagnare Luca all'asilo dicendogli che mamma e papà vanno al lavoro e chiedersi se sarà giusto raccontargli queste storie. Ma anche aggiornare il mio curriculum, fare i turni con il marito per utilizzare il computer, pranzare insieme, fare progetti per le prossime gite con il nostro bimbo.
Nella foto Luca al Museo della Scienza e della Tecnica, mentre cerca di capire come si guida un elicottero.
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Vita quotidiana
Oggi va così
Tra una botta che prendo
e una botta che dò
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì m'alzerò
C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò
(Negrita - Ho imparato a sognare)
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