Settimana diversa appunto...sicuramente rispetto al solito tran-tran. Dal 24 di febbraio sono ufficialmente in cassa integrazione e quindi dopo poco più di una settimana questi sono i miei pensieri.
Non è stato facile l'ultimo giorno di lavoro: passare le consegne ai miei colleghi cercando di non dimenticare niente di importante, capire che una parte del mio lavoro sarà anche gestito da una signora di 74 anni che, invece di godersi la sua pensione e i suoi nipoti, seguirà in parte quello che dovrei fare io (ma a gratis), salutare i miei colleghi e pensare che per circa tre mesi non ci vedremo più tutti i giorni, lasciare sulla mia bacheca le foto di mio figlio augurandomi di riprendere presto il mio posto (la mia collega mi ha proibito di toglierle e soprattutto di restituire le chiavi dell'ufficio), uscire dall'ufficio accompagnata alla porta dal mio capo.
E poi il primo giorno a casa, completamente sfasata e silenziosa, con il papi che pazientemente mi ripeteva tre volte le cose capendo che ero in un mondo tutto mio; la festa di compleanno del mio bimbo da organizzare (con il morale sotto le scarpe e voglia zero). E poi ancora, aggirarmi in un centro commerciale in orari assurdi, cercando di non pensare solo al lavoro, sentendomi comunque fuori posto, dal momento che abitualmente, quando lavoro, non riesco neanche a comprarmi un reggiseno scontato al volo. Accompagnare Luca all'asilo dicendogli che mamma e papà vanno al lavoro e chiedersi se sarà giusto raccontargli queste storie. Ma anche aggiornare il mio curriculum, fare i turni con il marito per utilizzare il computer, pranzare insieme, fare progetti per le prossime gite con il nostro bimbo.
Nella foto Luca al Museo della Scienza e della Tecnica, mentre cerca di capire come si guida un elicottero.

2 commenti:
Mi spiace tanto, deve essere difficile.
Non so cosa dire, mi dispiace.
Lavorare è difficile e non lavorare è peggio...
Incrocio le dita per te.........
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