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giovedì 7 novembre 2013

Raccolta di idee ed....energie

Scrivo ora qualche appunto qui, anche perché poi non so quando riuscirò a passare nuovamente in questo mio spazio. La mia vita infatti sta per fare un altro 'giro di ruota' e quindi, dopo ben 10 mesi a casa, disoccupata, dalla prossima settimana riprendo la corsa il lavoro e niente, dico niente sarà più come prima. Sono diversi mesi che mi sto organizzando per questo momento, infatti mi è stata chiesta la disponibilità per un lavoro a tempo pieno e dal momento che non ho molta scelta, ho accettato. Abitando fuori Milano e, soprattutto, muovendomi con i treni, mi sono dovuta organizzare con varie babysitter per la gestione del bimbo al di fuori degli orari della scuola materna. Anche il papi ha trovato un nuovo lavoro con orari peggiori dei miei e anche questo non ci aiuta. Insomma, il solito complicato puzzle da ricomporre ogni giorno.

La mia vera preoccupazione non è legata a quelli che saranno i miei nuovi ritmi, ma a come Luca prenderà questi cambiamenti di orari di ingresso e uscita dall'asilo e al fatto che non ci vedrà più come prima. Lui sta crescendo a vista d'occhio, è un bambino molto sveglio (e non lo dico solo perché sono la sua mamma), per me ora è anche più facile fargli capire le ragioni che ci spingono a star fuori casa per tante ore, ma spero che lui davvero non risenta troppo, e in senso negativo, di questi cambiamenti. Questo farebbe innalzare ai livelli massimi il mio, già alto, senso di colpa.

Intanto in questi mesi di 'tranquillità forzata' non sono di certo rimasta con le mani in mano e la testa tra le nuvole, tutt'altro. Mi è bastato andare a trovare un'amica che stava facendo sciarpine con il telaio e mi sono messa all'opera anch'io, seguendo le istruzioni su Internet, qui. Ecco il risultato, mi piace molto e trovo questa tecnica molto più veloce del lavoro ai ferri.


Sono tentata anche dal fare delle scarpine per neonati all'uncinetto, non so, mi è venuto un trip manuale.

In queste settimane abbiamo anche festeggiato il nostro 49enne di casa, il papi. Tanti anni ma non li dimostra. Nella foto mentre, con il suo aiutante spegni-candelina, spegne appunto la candelina (mamma mia in questa foto come si assomigliano). Domenica scorsa invece la festa è toccata al nostro super, fantastico Davide con i suoi splendidi 39 anni. Augurissimi.






domenica 17 febbraio 2013

Un anno vissuto senza te


Cara sorellina, domenica scorsa abbiamo voluto trascorrere la giornata con la tua famiglia, con tuo figlio e tuo marito, per ricordarti tutti insieme, per parlare di te e anche per ridere delle cose vissute insieme.
La mattina c'è stata una messa e poi insieme a Fabio sono passata a trovarti al cimitero: mi ha fatto uno strano effetto trovarmi davanti a te proprio nella stessa ora in cui, un anno fa, ci hai lasciato.
Mi sono inevitabilmente venuti in mente quei momenti, dolorosi, difficili, come in effetti è stato tutto quest'anno. Tutti noi abbiamo vissuto diversi eventi, come un compleanno, l'estate, il Natale, per la prima volta senza di te; ma ogni giorno che è passato il nostro primo pensiero è stato per te, che con il tuo sorriso riuscivi a illuminare le giornate buone e anche quelle più difficili.
Tu ora sei il nostro angelo, che butta lo sguardo sulle nostre vite, qualche volta mi troverai in lacrime ma sai, ci sono anche giornate belle, dove mi scopro a ridere e a godere delle piccole grandi cose che ho, senza farmi troppe domande. Una volta in un messaggio mi hai scritto "Sorellina, io per te ci sarò sempre": so che mi sei vicina, come prima, anche se ora mi risulta difficile non sentire più la tua voce, non poterti più abbracciare. Spero che continuerai a darmi la forza per vivere completamente ogni attimo, per crescere nel migliore dei modi il mio bambino, per continuare ad amare le persone che mi amano. La vita è un DONO prezioso, tu con il tuo esempio, con la tua battaglia mi hai insegnato questo, e io non lo voglio dimenticare.

lunedì 4 febbraio 2013

Anno nuovo, post nuovo

Rieccomi nuovamente, sono stata un po' lontana da questo spazio, ma solo per forza maggiore: il mio computer è morto definitivamente e quindi ho dovuto aspettare di avere il nuovo "giocattolino" per riprendere in mano la situazione. Nel frattempo è passato tutto il mese di gennaio, un mese non tanto facile in tutti i sensi, di grandi spese. Per non pensarci troppo io e il papi ci siamo dati da fare per varie idee e progetti: realizzare il costume di Carnevale per la festa dell'asilo, cominciare a organizzare la festa per i cinque anni di Luca. Insomma siamo qui, sono qui, con una grande carica, pronta ad affrontare questo nuovo anno e mi auguro di tutto cuore che mi porti tanta serenità, non ho bisogno d'altro in questo momento, tutto il resto verrà da se.

sabato 29 dicembre 2012

Non dimenticherò mai....


L'anno che sta per finire (posso dire per fortuna?), oltre a portarmi via un affetto speciale e molto caro, si è portato via anche il mio posto di lavoro. Infatti in questi ultimi mesi, dopo vari periodi di cassa integrazione, sono arrivata al passo finale, la fine di un rapporto di lavoro che durava da ben 22 anni. La prima volta che ho messo piede nel mio ufficio avevo appena 21 anni, arrivavo da una esperienza di lavoro completamente diversa, quindi ho dovuto imparare tutto, tanto, ma in questo non ho mai avuto problemi anche grazie alle persone stupende che ho incontrato in questo mio percorso lavorativo, persone che con tanta pazienza mi hanno sempre aiutato a capire quello che c'era da fare. Di questo mi viene in mente un episodio in modo particolare: la mia amica e collega Monica che, durante il nostro tragitto in tram per raggiungere l'ufficio, mi faceva ripetere i passaggi di lavorazione tra i testi originali e il passaggio dei file finali per la fotolito. Quante risate!!! Posso dire che sono stati anni intensi e molto divertenti, che ho cominciato delle amicizie che continuano a esserci ancora, che ho avuto i più bravi capi del mondo, i più gentili, fino a questi ultimi mesi. Il papi mi ripete sempre che in questo ho avuto una Grande Fortuna, e sicuramente, con tutto quello che si sente in giro, non mi capiterà mai più di trovare persone così. Lo so che ha perfettamente ragione. Ho cercato di mettere insieme un po' di immagini che mi ricordano questi anni, anche se ci sarebbe voluto un album intero per racchiudere tutto: ho messo il bigliettino che i miei colleghi mi hanno dato al mio rientro dopo la maternità, le pattinate durante le ore di pausa pranzo, i dolcetti che ho trovato sulla scrivania la mattina, i fiori al momento giusto, i matrimoni vissuti tutti insieme. E molte, davvero molte altre cose. Tutto questo mi mancherà terribilmente nei miei prossimi mesi, dove mi dovrò reinventare e trovarmi un altro posto di lavoro. Le persone che hanno vissuto con me questi anni le porterò per sempre nel mio cuore e non dimenticherò mai tutte le cose belle che mi hanno dato. Grazie di cuore.

giovedì 10 maggio 2012

Ancora in stand-by

È iniziato così il mio ultimo mese a casa, in cassa integrazione (chissà poi se sarà davvero l'ultimo).
C'è da dire che non mi sono proprio annoiata in questi mesi, riesco sempre a trovare qualcosa da fare, ho mille idee e ne ho approfittato per realizzarle, comprese le pulizie domestiche (quelle grosse) che continuavo a rimandare e che, finalmente, sono riuscita a spuntare dalla lunga lista di cose da fare.
Ho preso, poi, i primi contatti con una società per vedere se riesco a fare dei piccoli lavori editoriali, giusto per farmi conoscere e avere altre opportunità di lavoro.
La scuola materna, inoltre, ci ha comunicato che il centro estivo di luglio quest'anno si terrà in una frazione della nostra cittadina, che non è ben servita dai mezzi pubblici, quindi mi sono dovuta organizzare in qualche modo. Abbiamo dovuto acquistare il seggiolino posteriore per la bicicletta, Luca oramai non ci sta più in quello davanti, ma questa volta toccherà a me portarlo in giro; il primo impatto non è stato molto simpatico: con 20 chili di Luca sulla parte posteriore, la bici si è impennata e lui poveretto è finito per terra (menomale che aveva il casco).

Certo, in questi mesi mi sono dovuta occupare anche della buona ripresa della mia gamba, facendo fisioterapia per più di un mese, ora va meglio, speriamo di riuscire a mantenere a lungo questo "stato di grazia fisico", perché le cose da fare ancora sono tantissime.


sabato 17 marzo 2012

Imparare a rialzarsi

Non sono settimane facili, il mio stato d'animo si ritrova perfettamente in una canzone di Arisa che fanno sentire in questi giorni alla radio, giornate da leoni, di lavoro, di corse, e poi arriva la sera, la notte e tutto il dolore si ripresenta puntuale a ricordarmi quello che è successo poco più di un mese fa. Ho trascorso un mese della mia vita senza di te, Monica, un mese che mi è sembrato un'eternità, e sono tante le cose che mi mancano, a volte mi sembra di aver ritrovato un po' di forza, invece basta una canzone, una fotografia per aprire il mio serbatoio di lacrime che sembra non esaurirsi mai. Tutto quello che mi circonda parla di te, quando indosso il tuo maglione mi sembra di ricevere un tuo abbraccio, tuo marito che mi racconta di come insieme riuscivate a guardare sempre nella stessa direzione, tuo figlio che, con gli ormoni impazziti dei suoi splendidi e complicati tredici anni, cerca di affrontare questo dolore facendo tante domande, i tuoi sms pieni di ottimismo e i messaggi dei tuoi amici sulla tua pagina di Facebook.
 L'altra notte finalmente sono riuscita a sognarti, solo per pochi secondi ti ho visto, non mi hai detto niente, l'unica cosa che sono riuscita a notare è stato il fatto che avevi un passeggino, chissà che significato può avere questo sogno strano, anche se poi pensandoci una piccola spiegazione sono riuscita a darmela. Comunque il giorno dopo, solo per il fatto di averti rivisto lì, era quasi euforica, piena di energie.
Questo era l'effetto che facevi su di me, di allegria, di gioia, ed è proprio questo che devo ritrovare in me stessa anche se ora non mi sembra tanto facile. Come dice appunto la canzone di Arisa, ...la vita ci ha allontanato, l'amore continuerà.

venerdì 13 gennaio 2012

Momenti di riflessione e di silenzi

L'anno nuovo non è cominciato nel migliore dei modi, sono giornate molto pesanti e faccio fatica anche a riordinare i pensieri nella mia testa, di conseguenza non riesco neanche a scriverli questi pensieri, a metterli nero su bianco (e sì che mi farebbe un gran bene). E allora è meglio che affronto una cosa per volta, che analizzo una situazione per volta, per non impazzire. Ogni mia giornata inizia con una domanda, con il chiedere "il perché" di certe cose che accadono, ma spesso le mie domande restano senza una risposta, o almeno una risposta che mi possa far stare meglio. Allora ho provato a chiedere il perché a chi mi sta più vicino, a chi mi ama di più, ho ricevuto un grande abbraccio ma nessuna parola. Vince il silenzio. Cosa posso costruire io con questo silenzio? Forse posso rendere più nitidi i ricordi e memorizzarli per sempre, rafforzarmi di più, conoscere me stessa in modo più profondo...ci sto lavorando ma che fatica. Che fatica soprattutto perché agli occhi di Luca io devo restare sempre la sua mamma sorridente, che gioca, che inventa ogni giorno situazioni divertenti da fare insieme, che cerca di salvaguardare soprattutto la sua serenità, che è la cosa più importante. In questi giorni mi torna in mente un messaggio che la mia amica P. mi ha mandato qualche giorno fa: "Quando sei troppo stanca non puoi combattere, devi metterti in modalità risparmio energetico e concentrarti sulle piccole cose dell'oggi". Ci proverò!

giovedì 24 novembre 2011

Sospiro di sollievo

Questo post per fare un aggiornamento di quello precedente: l'esame di mia sorella è andato bene, non c'è da preoccuparsi, finalmente una buona notizia, dovrà rifare l'esame tra sei mesi, ma tanto siamo abituati a questi controlli, sacrosanti. Ho sentito la mia sorellina sollevata da questo pensiero che la turbava; io lo so che lei non mi parla mai del suo stato d'animo reale perché non vuole farmi star male, ma la conosco troppo bene. Continua così M., con la tua grande forza e il tuo sorriso, sei un grande esempio di amore per la vita per tutti noi. Ti voglio troppo bene.

mercoledì 16 novembre 2011

Ansia e attesa

...oggi è una giornata così. La mia sorellina oggi deve fare due esami e io sono qui che non penso ad altro, all'esito di questi due esami. Mi sto sforzando di vivere la mia giornata come al solito, con le mie cose da fare, ma continuo a pensare che ho voglia di ricevere solo buone notizie, almeno per una volta.
Anche se ho già vissuto più volte momenti come questo, non riuscirò mai ad abituarmi, a gestire al meglio questi stati d'ansia. Resto in attesa...

sabato 22 ottobre 2011

Guardare avanti...

Per riprendere un po' le redini di una vita tranquilla, insomma non la solita di corsa, qualche giorno fa abbiamo festeggiato il compleanno del papi. Io mi sono presa un giorno di ferie, tutto da trascorrere insieme ai miei due ometti. A dire il vero il piccolo ometto è andato regolarmente all'asilo, io e il papi siamo andati a mangiare una pizza insieme, così è successo, proprio per caso, che si è presentata una proposta di lavoro per lui e nel pomeriggio, dopo un breve colloquio, abbiamo tirato un sospiro di sollievo dal momento che gli hanno proposto di iniziare due settimane di prova in vista di una possibile assunzione (che dopo un anno di disoccupazione non è male).
Siamo andati a prendere Luca all'asilo e poi tutti a casa a preparare una torta allo yogurt per il papi; durante il giorno la maestra aveva aiutato Luca a realizzare una coroncina di auguri per il papà, abbiamo aggiunto due candeline alla torta (che stranamente è venuta buona), due candeline a caso prese da un cassetto, quindi il papi per poco tempo ha avuto l'illusione di aver compiuto 18 anni (in realtà ne ha 29 di più), Luca ha cantato gli auguri al suo papà e tutto si è trasformato in un momento magico, commovente.

Nel fine settimana siamo andati a trovare due cari amici: la mia amica S. (che ha realizzato il mio abito da sposa) mi ha prestato questo libro, forse è convinta che diventerò la 'reginetta' del cucito, certo per lei è tutto più facile, io ho cominciato a leggerlo ma mi sembra scritto in arabo.



Intanto lo scenario lavorativo è diventato sempre più pesante. Il Grande Capo ha parlato con tutti noi, dobbiamo ancora tener duro qualche mese per vedere se la situazione migliora; nel frattempo, tra una decina di giorni dovrei iniziare un altro periodo di cassa integrazione, questa volta lavoricchiando, mentre per i miei colleghi è stato previsto un periodo di aspettativa, quindi non retribuito. Che dire? Questa volta, nella sfiga, mi ritengo anche fortunata, anche se non si può stare un attimo tranquilli, risollevare il fiato, perché la solita 'tegola' è subito pronta a caderti sulla testa.
Comunque, in questo periodo mi sto sforzando di essere più positiva del solito, qualcosa si sta muovendo in avanti, anche vedere il papi più sereno mi aiuta molto, tutto cambia quindi devo continuare a sperare che tutto vada per il meglio.

sabato 8 ottobre 2011

Mi sono persa...un settembre

Quello appena passato, un mese che ho sempre amato, per il clima ancora decente (quest'anno splendido), i ricordi ancora nitidi delle vacanze, l'inizio di nuove avventure, per me un mese di rinascita.

Mi sono persa proprio tutto questo, queste e altre emozioni, per star dietro, come spesso accade, ai ritmi frenetici di un lavoro che ormai, da tre mesi, non mi dà tregua. Ne ha risentito anche il mio fisico che per buona parte del mese mi ha lanciato dei segnali, degli SOS per farmi capire che era il momento di 'rallentare': ho ignorato anche questi, andando avanti con i farmaci, prima per fermare l'infiammazione al mio solito ginocchio (quello che l'anno scorso mi ha fatto stare a casa per ben due mesi), poi per tenere a bada un attacco di cistite. In ufficio abbiamo concluso un lavoro il 2 settembre e il 5 ci siamo ritrovati a piedi pari dentro un altro casino da chiudere entro fine settembre: per questa ragione sono iniziate, oltre al lavoro in ufficio, le ore di insonnia, quelle al computer anche il sabato e la domenica mentre Luca dormiva, lavorare sul treno e avere sempre uno stato di ansia che ha accompagnato le mie giornate.
Sono stanca e mi rendo conto che dirlo adesso non è una gran cosa, con tutto l'anno davanti.
Sono stanca in particolar modo di queste Mission impossible lavorative che dovrebbero in teoria salvarci il posto di lavoro, ma poi in pratica sono lavori pagati poco quindi non si sa se ne varrà davvero la pena, se questo riuscirà a migliorare la situazione attuale.

Il 13 settembre poi il nostro piccolino ha iniziato l'inserimento alla scuola materna, seguito dal papi (io sinceramente sono riuscita a essere poco presente anche in questo).
I primi giorni sono andati bene: ha cominciato gradualmente con due ore la mattina, per poi aggiungere la fase del pranzo e infine quella della nanna.  Lui è tranquillo e per ora non sembra che il nuovo ambiente l'abbia scombussolato troppo. A parte i due periodi di febbre in poco più di un mese che mi sembra di essere tornata indietro al primo anno di asilo nido. Vabbè, staremo a vedere come va nelle prossime settimane.

In questo periodo ascolto spesso questa bella canzone di Jovanotti, una vera poesia, e aspetto un'esplosione in un improvviso cambio di scena

sabato 23 luglio 2011

Giornata faticosa

Ieri sera, letteralmente sfinita, mi domandavo come sia possibile, in una giornata di 24 ore, una concentrazione di cose negative e sfighe tutte insieme:

* sciopero dei mezzi che per me vuol dire sveglia all'albissima per poi metterci invece due ore per rientrare a casa

* superlavoro in ufficio per l'ennesima mission impossible

* Luca a casa dall'asilo, per evitare di portarci la varicella in vacanza, e il papi che dovrebbe gestirlo a casa con un febbrone, questa volta vero, non il 36,8° oddio come sto male!

* gestire a distanza, al telefono, un ominide piccolo e uno più grande che, lasciati a casa insieme, si strillano dietro l'uno con l'altro. Ci ho messo un po' a ripristinare la pace in famiglia

* i nonni impossibilitati a venire a dare una mano


* il solito ciclo mensile


E vabbè, tutto insieme; a saperlo prima col cavolo che mi alzavo dal letto la mattina.

sabato 18 giugno 2011

Rieccomi

Torno qui dopo qualche settimana, non ho mai trovato un attimo tutto per me, per rimettere in ordine i pensieri.
A fine maggio sono rientrata al lavoro dopo tre mesi di cassa integrazione, il Grande Capo mi ha rimbalzato per una settimana con i suoi "domani parliamo...", "vieni anche domani così ti dico qualcosa", ho vissuto 'alla giornata' per qualche giorno per poi capire che per il momento ho un lavoro ma che da settembre non si sa se partirà per me, e altre colleghe, un altro periodo di fermo. La situazione non è cambiata molto, non è certo cambiata in meglio, quindi per il momento va così, una continua incertezza, sperando nell'arrivo di tempi migliori.

C'è stata poi una riunione all'asilo-nido di Luca che ha riassunto tutti i progetti che le educatrici hanno fatto in questi mesi con i bambini, ci hanno fatto vedere un'anteprima di un video realizzato durante tutto l'anno, davvero divertente.

Una mattina abbiamo passato un'oretta tutti insieme alla scuola materna per conoscere la maestra di Luca e fissare il colloquio individuale e l'inizio dell'inserimento. È stata una bella esperienza. Posso solo dire che, quest'anno che mi sarebbero serviti più giorni di ferie da sfruttare a settembre, mi ritrovo solo con 12 giorni, dal momento che durante questi ultimi tre mesi non mi sono maturate neanche le ferie, GRRR...

Lunedì scorso la mia nipotina Celeste ha compiuto 7 anni e quindi domenica scorsa siamo stati alla sua festicciola di compleanno, il suo papà anche quest'anno ha sfornato una splendida torta, sette strati di cioccolato e crema, sempre un grande successo.
Mi sono poi imbarcata, con la mia amica Carla, in un gran casino, realizzare con il mio computer un fotolibro per il compleanno di sua suocera. Inutile dire che tutto ci remava contro, una sfiga dietro l'altra, ma alla fine abbiamo vinto noi (come sempre), tanto che gli stampatori hanno deciso, vista la nostra tenacia, di stamparci l'album GRATIS.Sono soddisfazioni!!

E per finire c'è stato il referendum, due giornate con il fiato sospeso, fino alla fine, quando felicissima ho capito che non è vero che noi italiani ci siamo rassegnati e addormentati, ma siamo più svegli che mai, alla faccia di tutti quelle 'persone' che ci consigliavano di andare al mare e non votare.

lunedì 2 maggio 2011

Ultime settimane in pillole


Una gita al lago di Lugano, tempo splendido ma acqua ghiacciata.


La prima bicicletta di Luca, da usare rigorosamente dotato di casco.


E poi, una volta alla settimana, faccio compagnia a Monica durante una delle sue giornate di chemioterapia; certo non sono di grande aiuto, parliamo di tante cose, ridiamo, ascoltiamo musica insieme, io sostengo lei e lei sostiene me, godiamo insieme della fortuna di essere sorelle, lei una roccia, io un po' meno roccia, tutto questo aspettando sempre di ricevere belle notizie dalle dottoresse.

Ho poi rivisto due amiche, due amiche speciali. Questi incontri mi fanno ritrovare le forze,
un po' perse in questo periodo. Sono tornata a casa piena di regali, per me, per Luca,
che neanche a Natale... compreso questo libro da leggere al più presto, soprattutto per il sottotitolo. Grazie P.

Immagine tratta dal web


sabato 12 marzo 2011

La mia peggior nemica....la caldaia

Finalmente sono sola in casa, penso di avere almeno un'oretta e mezza da dedicare a me stessa, visto che il papi ha portato il pupo a fare un giro in bicicletta. Potrò godermi dieci minuti sotto la doccia senza sentire in sottofondo una vocina che urla perennemente "Mammaaaaaa". Apro l'acqua calda e comincio a mettermi lo shampoo...neanche il tempo di dire "Ah questa si che è vita" e mi ritrovo a scansare in ogni modo un'acqua che nel frattempo è diventata gelida. Guarda caso proprio nel momento in cui non c'è nessuno in casa che possa darmi una mano. Che fare? Esco dalla doccia, maledicendo quella s.....a della caldaia che mi abbandona sempre nei momenti migliori, con lo shampoo che mi cola da ogni parte e mi brucia gli occhi, decido di mettermi l'accappatoio per arginare i fiumi di schiuma che scendono. Mi metto davanti alla "traditrice" per cercare di capire cosa posso fare: mi ritrovo davanti 4 valvole e io invece proprio non mi ricordo quale di queste devo toccare per sistemare la pressione dell'acqua. Spengo e riaccendo la caldaia per ben tre volte ma non succede niente, alla fine giro una valvola a caso sperando di non ritrovarmi con la casa allagata, ma non dà segni di vita. Alla fine incazzatissima riapro nuovamente l'acqua calda e, anche se so che non dovrei, tiro un mega pugno alla caldaia e infatti succede il miracolo, si accende la spia dell'acqua calda. A mali estremi....

lunedì 7 marzo 2011

Una settimana diversa

Settimana diversa appunto...sicuramente rispetto al solito tran-tran. Dal 24 di febbraio sono ufficialmente in cassa integrazione e quindi dopo poco più di una settimana questi sono i miei pensieri.

Non è stato facile l'ultimo giorno di lavoro: passare le consegne ai miei colleghi cercando di non dimenticare niente di importante, capire che una parte del mio lavoro sarà anche gestito da una signora di 74 anni che, invece di godersi la sua pensione e i suoi nipoti, seguirà in parte quello che dovrei fare io (ma a gratis), salutare i miei colleghi e pensare che per circa tre mesi non ci vedremo più tutti i giorni, lasciare sulla mia bacheca le foto di mio figlio augurandomi di riprendere presto il mio posto (la mia collega mi ha proibito di toglierle e soprattutto di restituire le chiavi dell'ufficio), uscire dall'ufficio accompagnata alla porta dal mio capo.
E poi il primo giorno a casa, completamente sfasata e silenziosa, con il papi che pazientemente mi ripeteva tre volte le cose capendo che ero in un mondo tutto mio; la festa di compleanno del mio bimbo da organizzare (con il morale sotto le scarpe e voglia zero). E poi ancora, aggirarmi in un centro commerciale in orari assurdi, cercando di non pensare solo al lavoro, sentendomi comunque fuori posto, dal momento che abitualmente, quando lavoro, non riesco neanche a comprarmi un reggiseno scontato al volo. Accompagnare Luca all'asilo dicendogli che mamma e papà vanno al lavoro e chiedersi se sarà giusto raccontargli queste storie. Ma anche aggiornare il mio curriculum, fare i turni con il marito per utilizzare il computer, pranzare insieme, fare progetti per le prossime gite con il nostro bimbo.
Nella foto Luca al Museo della Scienza e della Tecnica, mentre cerca di capire come si guida un elicottero.

martedì 23 novembre 2010

Ballando ballando

L'altra sera, dopo aver spento la televisione, abbiamo messo su il CD dei BeeGees e Luca si è scatenato, insieme al papi, ballando sulle note di Stayin' Alive e Night fever, imitando alla lettera tutti i movimenti che faceva il suo papà. Troppo divertente, una febbre del sabato sera formato famiglia. Poi quando è arrivato il momento di How deep is your love, io e il papi ci siamo abbracciati e abbiamo cominciato a ballare un lento. Luca a quel punto si è attaccato alle nostre gambe e ci ha chiesto "Dov'è il mio posto?". Troppo tenero.

martedì 10 agosto 2010

Missione 'Facciamo fuori il pannolino'

Finalmente sono in ferie. La prima settimana la passerò a casa da sola con Luca, aspettando che anche il papi chiuda la sua ultima settimana di lavoro. Ho pensato bene di approfittare di queste vacanze e provare a togliere il pannolino a Luca, che questo mese compie due anni e mezzo. Le educatrici dell'asilo mi hanno detto che secondo loro lui è pronto per questo passo, ma chissà perché la gestione domestica di queste cose risulta sempre un po' più complicata.
Ho cominciato sabato mattina a mettere solo la mutandina e a ripetere ogni venti minuti 'Amore se ti scappa la pipì dillo alla mamma'; risultato, due pipì in men che non si dica (una di queste sul divano...); vabbè, ho capito che la lavatrice dovrà fare gli straordinari!!
Ma la cosa divertente e anche un po' strana è che con la 'pupù' non abbiamo nessun problema, nel senso che il pupo urla quando gli scappa e tutti filiamo dritti in gabinetto a fare quello che c'è da fare.
Faremo altri tentativi, tanto abbiamo ancora tre settimane di tempo. Che fatica diventar grandi.

sabato 24 luglio 2010

È finita anche questa

Diciamo che è stata una settimana un po' DOWN, in tutti i sensi.
Con l'idea di far vedere per la prima volta il mare a Luca, ho passato buona parte delle mie serate cercando su Internet un posticino in Liguria, ma, fatal error, solo per tre giorni. Ho scritto a mezza Liguria, e quando non l'ho fatto io ci ha pensato la mia amica Carla. Anche per un bungalow in campeggio devi mettere in conto una settimana di ferie, che però non abbiamo.
Alla fine, esasperata prima io, poi anche il papi, abbiamo deciso che domani prendiamo il treno (novità per Luca, quotidianità per noi) e andiamo a pranzo dai nonni e di mare non se ne parla più, almeno fino a ferragosto.
Ieri invece, già dalla mattina mi sentivo una specie di budino ambulante, senza forze, pressione -25, uno straccio insomma; penso che sia tutto dovuto al caldo e mi scolo un Potassio+Magnesio a metà mattina. Ad abbattermi definitivamente ci pensa poi il capo con uno dei suoi cazziatoni. Allora, dopo averci pensato per tutta la settimana entro nella sua stanza e gli chiedo un giorno di ferie per lunedì, poi stampo e attacco alla mia scrivania la foto di un pungiball con la scritta 'Torno martedì' e me ne vado a casa.
Ma continuo a sentirmi poco bene, faccio fatica anche a parlare con Luca, soprattutto a rispondere ai suoi 1200 Perché di questi tempi; provo con un altro integratore ma niente e così all'alba (si fa per dire) delle otto di sera decido di provarmi la febbre: 38. E vabbè, allora ditelo prima.
Oggi va meglio per fortuna. Mi aspetta l'ultima settimana di asilo-nido estivo, due settimane di sopravvivenza grazie ai nonni e poi FERIEEEE.

sabato 17 luglio 2010

Weekend in montagna

Venerdì scorso io e Luca siamo partiti con la nostra amica Carla, destinazione montagna, Torgnon.
Il papi ci ha raggiunto il pomeriggio di sabato.
Abbiamo passato due giorni molto belli, di sole, di riposo e soprattutto di fresco (c'erano 20 gradi) e per Luca sono stati due giorni di grandi scoperte: c'erano in giro trattori come se piovesse, fontanelle piene di acqua, mucche e tanti gusti nuovi da provare come la fontina e la polenta pasticciata.
E poi c'era Kyra, il chow-chow dei nostri amici, che non ha avuto un attimo di pace, perché Luca la seguiva dappertutto, accarezzandola e facendogli letteralmente da ombra.

Siamo riusciti anche a fare una piccola passeggiata fino al laghetto delle trote, Luca ha camminato con le sue gambe per buona parte del sentiero, con mia grande sorpresa, infatti mi aspettavo di dovermelo scorazzare in braccio per quasi tutto il percorso, invece è stato davvero bravo. Appena ha toccato il seggiolino in macchina però...si è addormentato sfinito.
Ci voleva proprio questo fine settimana lontano dalle solite cose, da ripetere al più presto.