Quello appena passato, un mese che ho sempre amato, per il clima ancora decente (quest'anno splendido), i ricordi ancora nitidi delle vacanze, l'inizio di nuove avventure, per me un mese di rinascita.
Mi sono persa proprio tutto questo, queste e altre emozioni, per star dietro, come spesso accade, ai ritmi frenetici di un lavoro che ormai, da tre mesi, non mi dà tregua. Ne ha risentito anche il mio fisico che per buona parte del mese mi ha lanciato dei segnali, degli SOS per farmi capire che era il momento di 'rallentare': ho ignorato anche questi, andando avanti con i farmaci, prima per fermare l'infiammazione al mio solito ginocchio (quello che l'anno scorso mi ha fatto stare a casa per ben due mesi), poi per tenere a bada un attacco di cistite. In ufficio abbiamo concluso un lavoro il 2 settembre e il 5 ci siamo ritrovati a piedi pari dentro un altro casino da chiudere entro fine settembre: per questa ragione sono iniziate, oltre al lavoro in ufficio, le ore di insonnia, quelle al computer anche il sabato e la domenica mentre Luca dormiva, lavorare sul treno e avere sempre uno stato di ansia che ha accompagnato le mie giornate.
Sono stanca e mi rendo conto che dirlo adesso non è una gran cosa, con tutto l'anno davanti.
Sono stanca in particolar modo di queste Mission impossible lavorative che dovrebbero in teoria salvarci il posto di lavoro, ma poi in pratica sono lavori pagati poco quindi non si sa se ne varrà davvero la pena, se questo riuscirà a migliorare la situazione attuale.
Il 13 settembre poi il nostro piccolino ha iniziato l'inserimento alla scuola materna, seguito dal papi (io sinceramente sono riuscita a essere poco presente anche in questo).
I primi giorni sono andati bene: ha cominciato gradualmente con due ore la mattina, per poi aggiungere la fase del pranzo e infine quella della nanna. Lui è tranquillo e per ora non sembra che il nuovo ambiente l'abbia scombussolato troppo. A parte i due periodi di febbre in poco più di un mese che mi sembra di essere tornata indietro al primo anno di asilo nido. Vabbè, staremo a vedere come va nelle prossime settimane.
In questo periodo ascolto spesso questa bella canzone di Jovanotti, una vera poesia, e aspetto un'esplosione in un improvviso cambio di scena
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