(immagine tratta dal web)
È la prima volta che leggo un romanzo di questo autore, Alessandro D'Avenia e da poco tempo seguo anche il suo blog, che trovo davvero interessante. Devo essere sincera, alle prime pagine ero un po' indecisa se andare avanti con la lettura (quando mi succede questo mi viene sempre in mente il decalogo del lettore di Pennac), ma poi ho lasciato da parte i miei dubbi e ho continuato a leggere; alla fine sono stata contenta di averlo fatto. Certo, ci sono stati alcuni passaggi del libro che hanno fatto affiorare in me diversi ricordi, momenti difficili, e i miei occhi sono ripassati più volte su quelle parole. Ho apprezzato soprattutto queste frasi:
"Leo, amare è un verbo, non un sostantivo. Non è una cosa stabilita una volta per tutte, ma si evolve, cresce, sale, scende, si inabissa, come i fiumi nascosti nel cuore della terra, che però non interrompono mai la loro corsa verso il mare. A volte lasciano la terra secca, ma sotto, nelle cavità oscure, scorrono, poi a volte risalgono e sgorgano, fecondando tutto."
"Proprio quando ci sentiamo più poveri la vita, come una madre, sta cucendo per noi il vestito più bello."
"La vita è l'unica cosa che non s'inganna, se tu, cuore, hai il coraggio di accettarla..."

Nessun commento:
Posta un commento